Prestiti alle imprese: in dieci anni -22%, ma dal 2024 il credito torna a crescere
- 01/10/2026
- Posted by: Fingeca
- Categoria: Mercati Finanziari
Dopo un decennio segnato dal costante ritiro delle banche, il credito alle imprese dà nuovamente i primi segnali di ripartenza. Una svolta che potrebbe avere un impatto diretto sulle PMI, sugli artigiani e sulle aziende in cerca di risorse economiche per effettuare investimenti, strutturarsi maggiormente o gestire in modo più agevole eventuali uscite di cassa improvvise.
A identificare il fenomeno è il report pubblicato da Verum Partners, che ha ripercorso l’andamento dei finanziamenti alle imprese dal 2016 a oggi. Da un lato, nel bilancio complessivo i prestiti restano una soluzione adottata dalle imprese, dall’altro, dopo aver toccato il minimo a fine 2024, i volumi erogati hanno iniziato nuovamente a crescere. Una crescita che però si muove in un contesto bancario più selettivo e severo rispetto a quello di dieci anni fa.
L’andamento dei prestiti bancari: dal crollo del 22% al recupero post-2024
Facendo un confronto tra i punti estremi del decennio, si nota una contrazione netta dei finanziamenti alle imprese negli ultimi dieci anni. A giugno del 2016 lo stock dei prestiti bancari alle aziende toccava i 791,8 miliardi di euro, mentre a giugno del 2026 la cifra si attesta intorno ai 618,6 miliardi.
Il punto più basso è stato toccato a fine 2024, quando il mercato si è fermato a 598,9 miliardi di euro, da quel momento, però, il trend si è invertito e in diciotto mesi sono stati recuperati quasi 20 miliardi, segnando una ripresa dopo anni di sofferenza. Le banche, dunque, stanno dando nuovamente fiducia alle imprese, nonostante i volumi storici del 2016 restino ancora lontani, aprendosi solo a chi garantisce una solida capacità di rientro.
Perché accedere al credito per le imprese è diventato più complesso
Ci sono diversi fattori che hanno provocato la flessione dei prestiti alle imprese, tra questi c’è una selezione più rigida da parte delle banche, causata principalmente da:
- Normative prudenziali più severe: paletti bancari più stretti a tutela della stabilità del sistema.
- Consolidamento del settore: la raffica di fusioni e acquisizioni ha ridotto il numero degli istituti, restringendo la gamma di interlocutori per gli imprenditori.
- Pressione sulle PMI: la struttura produttiva italiana resta sbilanciata su realtà piccole e poco capitalizzate, a fronte di un numero di imprese in costante crescita (le aziende attive superano i 5 milioni e il 2025 ha registrato un saldo positivo tra uscite e nuove aperture).
In questo scenario, per ottenere liquidità non bastano più le rassicurazioni, ma servono dati certi sulla sostenibilità del debito. La banca vuole la prova che l’azienda sia in grado di generare i flussi di cassa necessari a ripagare le rate, anche in fase di contrazione. Quindi si effettuano verifiche sempre più approfondite su bilanci passati, margini, storico nella Centrale Rischi e credibilità del business plan.
Quando valutare un finanziamento aziendale
I finanziamenti erogati alle imprese, PMI o grandi aziende a breve e medio termine, possono essere valutati quando si ha bisogno di liquidità, che sia per investimenti o per avere un maggiore capitale circolante.
Le esigenze, infatti, possono variare in base al momento nel quale si trova l’azienda: se si ha bisogno di capitale circolante, si andrà a richiedere una liquidità immediata che possa coprire il gap tra incassi e pagamenti. Se invece si sta pensando di far crescere la propria attività, si chiederà un finanziamento pensato per acquistare macchinari, immobili e impianti.
L’accesso al credito, anche se più prudente, è ancora possibile scegliendo i giusti strumenti, ad esempio, per rispondere a esigenze immediate di liquidità si possono richiedere linee di credito a breve termine, mentre per i progetti di crescita si possono richiedere finanziamenti di medio o lungo periodo.
In caso di beni strumentali, una soluzione alternativa al credito potrebbe essere il leasing, che permette di accedere più facilmente all’acquisizione di veicoli, macchinari o software necessari alla crescita dell’impresa.
Attraverso la consulenza su misura offerta da Fingeca, le imprese possono analizzare a fondo la propria struttura economico-finanziaria, individuare le soluzioni più adatte ai propri traguardi e predisporre una pratica di finanziamento solida che aumenti le probabilità di accesso al credito.
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