Prestito con garante: come richiederlo, requisiti e garanzie necessarie

Quando un prestito personale viene rifiutato, o ancora prima, se si è consapevoli di non avere le caratteristiche necessarie all’accesso al credito, una soluzione per ottenere un finanziamento è data dal prestito con garante. In questo caso, il garante (che invece deve essere in possesso di tutti i requisiti reddituali e anagrafici richiesti) può agire a garanzia del richiedente, quindi fornire alla banca un ulteriore soggetto a cui rivolgersi nel caso in cui il richiedente non corrisponda più le rate in modo corretto.

Chi può richiedere un prestito con garante

La richiesta di un prestito con garante può essere una soluzione in diverse occasioni, ad esempio quando si è ancora studenti (maggiorenni) i genitori potrebbero fare da garanti per dargli accesso a un finanziamento agli studi. Ci sono però tantissime situazioni in cui questa risulta essere la soluzione più veloce per ottenere un finanziamento, ad esempio si tratta di una formula particolarmente utilizzata da:

  • chi non ha una busta paga;
  • chi lavora con contratti stagionali o discontinui;
  • chi ha avviato da poco un’attività o un rapporto lavorativo;
  • da coloro che non hanno una storia reddituale consolidata nel tempo, ad esempio chi non ha mai aperto un conto in banca o mai richiesto un prestito.

Infine, questa è una soluzione che può venire in aiuto anche di chi in passato ha ricevuto delle segnalazioni nelle banche dati creditizie, come un protesto o una registrazione al CRIF come cattivo pagatore, situazioni che in genere non permettono l’accesso al credito.

Requisiti per richiedere un prestito con garante

L’avvio dell’istruttoria per un prestito con garante richiede un appuntamento presso la banca o la finanziaria, fissato di persona oppure per via telefonica, al quale il richiedente si presenta insieme alla persona disposta ad apporre la firma come garante. La valutazione riguarda entrambe le posizioni e si concentra sulla solidità finanziaria di chi garantisce, dato che è su di lui che ricade il pagamento in caso di inadempimento del beneficiario. Il garante deve poter dimostrare una solidità a livello finanziario e la capacità di far fronte al prestito nel caso in cui non lo faccia il richiedente.
Ecco perché al garante vengono richiesti specifici requisiti quali:

  • Età tra i 18 e i 67 anni.
  • Lavoro stabile: contratto di lavoro a tempo indeterminato da dipendente pubblico o privato; titolare di pensione contributiva; essere lavoratore autonomo o libero professionista con reddito stabile, dimostrabile e con un’attività in corso da almeno due anni.
  • Residenza in Italia (se si è residenti ma cittadini extracomunitari è necessario anche un permesso di soggiorno a tempo indeterminato).
  • Assenza di situazioni di sovraindebitamento (il garante non deve avere attivi mutui o prestiti che erodono già il 40% del suo reddito mensile)
  • Non essere segnalato al CRIF o ad altre centrali interbancarie.

In presenza di questi requisiti, la banca potrà avviare l’istruttoria e valutare la richiesta di finanziamento trasferendo la responsabilità dei pagamenti al garante.

Documentazione e istruttoria della pratica

Quando si richiede un prestito con garante, dato che si tratta di due persone distinte, è necessario produrre la documentazione richiesta per entrambi i firmatari, quindi sia per il richiedente sia per il garante. Nel dettaglio per istruire la pratica la banca o l’istituto di credito ha bisogno di:

  • Documento d’identità in corso di validità.
  • Ultime due buste paga o ultimi due cedolini della pensione (se il richiedente non è occupato, in genere viene richiesta l’ultima dichiarazione dei redditi).
  • Certificazione Unica o CUD del garante o di entrambi.
  • Per i lavoratori autonomi è richiesta anche l’ultima dichiarazione dei redditi corredata dalla ricevuta di trasmissione.

In alcuni casi possono essere richiesti estratti conto o ulteriori giustificativi quando l’importo o la durata rendano necessario un approfondimento. Attenzione, l’avere un garante non sempre garantisce l’accettazione del prestito, infatti, se per l’istituto il rischio complessivo resta elevato è possibile che venga richiesto un secondo garante o una riduzione dell’importo richiesto.

Responsabilità e rischi a carico del garante

Quando si sceglie di fare da garante per un prestito è necessario essere consapevoli anche delle responsabilità che ci si assume. Infatti, come anticipato, se il beneficiario del prestito dovesse interrompere i versamenti, l’istituto è legittimato a rivolgersi al garante per ottenere le somme dovute e coprire le rate mancanti e non pagate. Il mancato adempimento di questo obbligo anche da parte del garante porta a una segnalazione nelle banche dati creditizie, con conseguente difficoltà ad accedere in prima persona ai nuovi finanziamenti, subendo di conseguenza le ordinarie procedure di recupero crediti previste dalla legge.

Cessione del quinto, un’alternativa al prestito con garante

Quando il coinvolgimento di un terzo non risulta praticabile, la cessione del quinto rappresenta la soluzione che spesso consente di superare le difficoltà di accesso al credito a coloro che hanno uno stipendio derivante da un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un’azienda privata, pubblica o statale o a chi percepisce la pensione. Il rimborso in questo caso viene garantito dal datore di lavoro o dall’istituto che eroga la pensione, e la rata viene corrisposta attraverso una trattenuta diretta sulla busta paga o sul cedolino della pensione, entro il limite di un quinto dell’importo netto. Inoltre, in questo caso è necessario siglare una copertura assicurativa obbligatoria contro i rischi di premorienza e di perdita dell’impiego che sostituisce di fatto la funzione svolta dal garante, motivo per cui l’operazione risulta accessibile anche a chi presenta segnalazioni pregresse, purché il rapporto di lavoro o il trattamento pensionistico sia stabile.

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