Cinque errori che possono farti rifiutare una richiesta di finanziamento

Prima di essere erogato, ogni finanziamento passa al vaglio della banca o della finanziaria a cui hai inoltrato la domanda. L’istituto, prima di dire sì ed erogare la somma richiesta però fa le sue verifiche: controlla il richiedente, il merito creditizio e la sua affidabilità.
Se qualcosa in queste informazioni non torna, che riguardi il richiedente o i precedenti rapporti con banche e istituti di credito segnalati nei SIC, i sistemi di informazioni creditizie come il CRIF, è possibile che la richiesta di finanziamento venga rifiutata.
Ci sono però cinque errori da evitare prima di presentare una domanda di prestito. Conoscerli ti aiuta a muoverti con più sicurezza e ad abbassare parecchio le probabilità di un rifiuto. Ecco quali sono.

1. Situazione lavorativa poco stabile

Una delle prime cose che la banca guarda, quando deve concedere un prestito, è la situazione reddituale di chi lo richiede.
Chi ha un contratto a tempo indeterminato presso un’azienda privata, pubblica o statale parte in vantaggio: la sua posizione appare solida e c’è più certezza che riuscirà a sostenere la rata.
Diverso è il caso di chi ha un contratto atipico, a tempo determinato o non fisso, oppure di chi lavora come autonomo o libero professionista con uno storico ancora breve: qui le possibilità di accedere facilmente al prestito si riducono.
In questi casi, avere la firma di un garante con un reddito stabile può essere una soluzione per ottenere il finanziamento, senza impedimenti.

2. Troppe richieste di prestito ravvicinate

Richiedere un finanziamento a diverse banche o finanziarie nello stesso periodo, soprattutto in un tempo inferiore ai 30 giorni da un istituto all’altro, può portare a un rifiuto del prestito.

Quando si deve richiedere un prestito il consiglio è di fare sempre un preventivo presso la banca o finanziaria per capire verso quale direzionare la richiesta di finanziamento.

In caso di rinuncia al prestito o di rifiuto da parte della banca, bisogna farsi rilasciare la liberatoria per rifiuto o comunicazione di diniego, prima di procedere nuovamente a una richiesta di finanziamento. Inoltre, è bene attendere più di 30 giorni prima di fare una nuova domanda di prestito.

3. Mancati pagamenti o segnalazioni come cattivi pagatori

Prima di richiedere un prestito sarebbe consigliabile essere sicuri, ad esempio facendo una visura al CRIF, di non essere segnalati come cattivi pagatori o per mancati pagamenti di rate di prestiti, mutui o finanziamenti precedenti.

Se si ha una segnalazione come cattivi pagatori ottenere un prestito potrebbe essere complesso, dato che la banca giudica negativamente il merito creditizio del cliente.

Una soluzione in questi casi è o farsi accompagnare alla firma da un garante, oppure se si lavora per un’azienda privata, pubblica o statale a tempo indeterminato provare a chiedere la cessione del quinto, che viene concessa sulla base del rapporto di lavoro in essere e sull’affidabilità creditizia dell’azienda o istituto per cui si lavora.

4. Rata non sostenibile

In genere, in Italia, il richiedente un prestito non può ottenere un finanziamento se questo va a gravare sulla sua situazione finanziaria portandolo ad avere un debito da ripagare che superi il 40% dello stipendio percepito.

Questo vuol dire che se si ha un finanziamento che con la sua rata erode già il 30% dello stipendio, non si può ottenere un secondo prestito con una rata che porterebbe ad erodere più del 40% di quanto percepito.

In genere, il consiglio in questi casi è provare a richiedere un finanziamento per il consolidamento debiti, che permette di riunire in un’unica rata i diversi finanziamenti, e se è possibile ottenere una parte anche in liquidità.

5. Mancanza di una storia creditizia

Infine, ad influenzare negativamente la decisione di una banca c’è anche la mancanza di una storia creditizia del richiedente.

Se non si è mai richiesto un piccolo finanziamento, un prestito, non si è mai posseduta una carta di credito, o si è aperto il proprio conto corrente da meno di un anno, si potrebbe ottenere un rifiuto per mancanza di informazioni, perché mancano i criteri necessari alla valutazione del merito e dell’affidabilità del cliente.

In questi casi, la soluzione è richiedere un prestito cointestato con una persona che ha già un buon merito creditizio, per riuscire a iniziare ad avere una storia creditizia.

Comunque ogni volta che si ottiene un rifiuto per un finanziamento o un prestito la banca rende esplicito il motivo del suo rifiuto, in questo modo si sa dove sussiste il problema e nel caso come risolverlo.

Alcune banche o finanziarie se ci sono i presupposti possono suggerire al richiedente soluzioni dedicate come ad esempio la richiesta con supporto di un garante o il passaggio dalla richiesta di finanziamento a quella di cessione del quinto.

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