Prestito personale o cessione del quinto: quale conviene davvero nel 2026?
- 02/07/2026
- Posted by: Fingeca
- Categoria: Notizie Finanziarie
Quando si ha bisogno di liquidità è possibile scegliere tra diverse forme di finanziamento, tra cui il prestito personale e la cessione del quinto. Come scegliere però tra i due e quale conviene davvero nel 2026? Lo scopriamo insieme, vedendo le caratteristiche di entrambi e i loro principali vantaggi.
Cessione del quinto: come funziona e quando conviene
La cessione del quinto prevede l’erogazione di una cifra con rata mensile trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione, fino a un massimo del 20% netto di quanto si percepisce.
Per accedervi sono necessari alcuni requisiti:
- essere dipendenti a tempo indeterminato presso un’azienda privata;
- essere dipendenti a tempo indeterminato in enti pubblici o statali;
- essere pensionati, esclusi i percettori di assegno sociale, pensione di invalidità civile o pensioni minime.
La durata può arrivare fino a 120 mesi, quindi dieci anni. L’importo, invece, non è fisso: dipende dalla rata che riesci a sostenere e dagli anni di rimborso che scegli. In pratica, chi ha uno stipendio o una pensione più alti può ottenere una cifra maggiore. La cessione del quinto ha dalla sua un aspetto importante: la tranquillità. Ogni mese la rata è dedotta in automatico dallo stipendio o dalla pensione che resta sempre entro il quinto del reddito.
Un piccolo svantaggio è dato invece dai tempi. La finanziaria, prima di versare la somma, ha bisogno di due documenti dal datore di lavoro: il certificato di stipendio e il benestare. Tra richiesta e risposta dell’azienda quindi possono passare una o due settimane.
Prestito personale: caratteristiche e vantaggi
Con il prestito personale, innanzitutto si allarga la platea di chi può richiederlo: dipendenti privati a tempo indeterminato, autonomi, liberi professionisti, dipendenti pubblici e statali. In questo caso la rata non ha il vincolo del quinto, e può salire oltre il 20%, a patto di non sforare il 40% dello stipendio netto o della pensione.
Anche in questo caso si arriva fino a 120 mesi di durata, con un importo massimo che di solito si ferma intorno ai 30 mila euro.
A differenza della cessione i tempi sono più rapidi: dopo l’invio della documentazione (documento d’identità e di reddito) e l’approvazione della pratica, l’erogazione avviene in circa 48 ore direttamente sul conto corrente.
Quale scegliere nel 2026?
La scelta definitiva dipende principalmente dal tuo profilo lavorativo e dall’urgenza con cui richiedi la liquidità.
Puoi scegliere la cessione del quinto se sei dipendente o pensionato e cerchi la comodità della rata trattenuta alla fonte con assicurazione inclusa. È spesso la soluzione più accessibile anche per chi ha avuto disguidi finanziari passati, perché l’erogazione si basa sull’affidabilità dell’azienda o dell’ente pensionistico, non solo sulla tua.
Valuta invece il prestito personale se ti serve un finanziamento in tempi rapidi, se sei un lavoratore autonomo o libero professionista, e se preferisci rimborsare con addebito sul conto corrente senza coinvolgere il tuo datore di lavoro.
Dunque, la cessione del quinto è ideale se cerchi stabilità e protezione, il prestito personale se preferisci flessibilità e velocità.
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