Piano di ammortamento alla francese o all’italiana: quali sono le differenze?
- 01/09/2026
- Posted by: Fingeca
- Categoria: Finanza
Prima di siglare un contratto di mutuo con la banca, sicuramente è utile essere informati e capire come funziona la strutturazione di un piano di rientro. In Italia, le banche in genere per determinare l’importo del mutuo a tasso fisso usano il cosiddetto piano di ammortamento alla francese.
Il motivo è dato principalmente dal fatto che questo permette di restituire una rata che ha un importo identico ogni mese per l’intera durata del finanziamento e che vede, con una variazione progressiva delle componenti del debito, ossia della quota capitale e della quota interessi, nel corso del tempo.
Meno frequente, invece, è l’utilizzo del piano di ammortamento all’italiana. In questo caso, la rata mantiene fissa solo la quota capitale, mentre la quota degli interessi si riduce man mano fino alla scadenza del mutuo, quindi si ha una rata più alta inizialmente e una più bassa nel periodo finale.
La scelta tra i due schemi di ammortamento dipende dalla banca, nella maggior parte dei casi.
Inoltre, sulla validità della scelta di utilizzare l’ammortamento alla francese da parte della banca, è intervenuta anche la Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 15130 del 29 maggio 2024. Questa sentenza ha stabilito che, nei mutui a tasso fisso con piano di ammortamento alla francese la mancata indicazione del regime di capitalizzazione composto e del metodo di ammortamento non determina la nullità del contratto, purché siano indicati, come previsto dal Testo Unico Bancario, l’importo del finanziamento, la durata, il tasso di interesse e il numero delle rate.
Struttura del piano di ammortamento e voci del prospetto
Sulla base di entrambi i piani di ammortamento opera, in ogni caso, lo stesso schema di calcolo, che deve combinare quattro variabili specifiche, quali:
- Importo finanziato.
- Tasso d’interesse applicato.
- Periodicità del rimborso.
- Durata complessiva del mutuo.
Una volta che la banca elabora questi elementi, viene predisposto un prospetto che riporta la numerazione progressiva delle scadenze, l’importo di ogni rata e, per ognuna di esse, la ripartizione esatta tra quota capitale e quota interessi, nonché il debito residuo che rimane da assolvere dopo ogni pagamento.
Un elemento che riguarda la base di calcolo è il fatto che il piano viene costruito sempre sul capitale che viene finanziato e non sulla somma erogata effettivamente dall’istituto. In questo caso, c’è uno scarto tra i due valori che dipende dalle spese che devono essere sostenute per il contratto, come le spese di perizia sull’immobile, l’imposta sostitutiva e le spese di istruttoria.
Il prospetto completo accompagna il contratto fin dalla firma e resta consultabile, in ogni caso, per tutta la durata del rapporto, così che l’andamento del debito sia noto in anticipo, rata per rata. Nei mutui a tasso variabile, il documento consegnato alla stipula, invece, ha valore indicativo, dal momento che ogni revisione del parametro di riferimento comporta il ricalcolo delle rate ancora da versare.
Ammortamento alla francese: come funziona
Il metodo di ammortamento alla francese prevede il calcolo degli interessi sul capitale da restituire. In questo meccanismo, dunque, le prime rate hanno una quota di pagamento degli interessi più alta rispetto a quella destinata alla restituzione del capitale. Con il procedere del piano di pagamento, però, la quota di interessi si va ad assottigliare, in quanto il debito residuo diminuisce; invece, la quota capitale cresce man mano.
Nonostante il rapporto tra quota capitale e quota interessi cambi nel corso del tempo, l’importo della rata rimane costante. Semplicemente, all’inizio si pagheranno più interessi, mentre alla fine si andrà a corrispondere soprattutto la quota capitale. Questo vuol dire che, se si volesse andare a pagare il mutuo in anticipo, estinguendolo nel momento in cui si sta ancora pagando una quota destinata agli interessi, si otterrebbe un risparmio sugli interessi che si sarebbero pagati sulle rate successive.
Se, invece, si vuole estinguere il mutuo verso la fine, ad esempio solo un anno o due anni prima, il risparmio sarà esiguo o completamente assente, in quanto le rate copriranno soprattutto la quota capitale. Il vantaggio del piano di ammortamento alla francese, in ogni caso, risiede nella prevedibilità dell’esborso, che permette di programmare il bilancio familiare su una cifra nota per l’intero arco del finanziamento e rende il prodotto più semplice da valutare al momento della richiesta. Questa stabilità viene meno nei contratti a tasso variabile, nei quali l’importo resta costante solo tra una revisione e l’altra del parametro contrattuale.
Ammortamento all’italiana: quota capitale fissa e rata decrescente
Nel piano di ammortamento all’italiana, invece, la quota capitale si ottiene dividendo la somma finanziata per il numero delle scadenze previste, valore che rimane identico dalla prima all’ultima rata. Quello che cambia è che gli interessi vengono calcolati sul debito residuo, che si riduce con regolarità, dato che ogni versamento abbatte anche una porzione costante della quota capitale. Ne deriva, dunque, un piano di rimborso opposto rispetto al piano alla francese. Infatti, la rata non è costante, ma è più alta nella fase iniziale e, man mano che si va avanti, tende a diminuire.
Quindi, la prima rata sarà la più alta, mentre l’ultima sarà quella più bassa da pagare. Questa soluzione è poco diffusa nella concessione dei mutui a tasso fisso, come quelli per l’acquisto della prima casa, ma si presenta come schema adottato in genere per alcune forme di finanziamento alle imprese e per quelle destinate al credito agrario.
Confronto tra piano alla francese e all’italiana
Per riuscire a comprendere esattamente cosa cambia tra i due piani di ammortamento alla francese e all’italiana, andiamo a considerare un finanziamento di 150.000 euro in vent’anni a tasso fisso al 3,5 per cento. In questo caso, facendo il calcolo della rata con il piano di ammortamento alla francese, si otterrà una rata mensile pari a 870 euro, che rimane costante per tutto il periodo; il totale degli interessi sarà di 58.800 euro e il totale corrisposto, invece, sarà pari a 208.800 euro. Se si applica lo stesso mutuo al calcolo all’italiana, la quota capitale è fissa all’inizio e pari a 625 euro, mentre la prima rata sarà di 1.062,50 euro, duecento euro circa in più rispetto al piano d’ammortamento alla francese.
Nel corso del tempo, però, l’importo della rata scende progressivamente fino a raggiungere la quota capitale fissa, pari a 626 euro. In questo caso, gli interessi da corrispondere sull’intero periodo sono più bassi, ma richiedono, per un lungo periodo, il pagamento di una rata più onerosa, per circa otto anni e mezzo, che grava maggiormente sul bilancio familiare. Inoltre, proprio perché la rata iniziale è più alta, la banca potrebbe finanziare una cifra inferiore rispetto a quella che può erogare con un piano di ammortamento alla francese. Questo è il motivo per cui generalmente le banche applicano questo schema di rientro, considerando anche che gli acquirenti preferiscono una rata costante a una che cambia progressivamente.
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