Mutuo a tasso fisso o variabile nel 2026: quale scegliere oggi?

Scegliere tra mutuo tasso fisso o variabile è forse la decisione più importante quando si acquista una casa. Per decidere con consapevolezza cerchiamo di capire quale tra i due conviene nel 2026, analizzando lo scenario attuale.
Dopo una stagione di iniziale ottimismo e ribassi, a giugno la BCE ha invertito la rotta: l’11 giugno 2026 l’Eurotower ha alzato i tassi di riferimento di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25%. Alla base di questa decisione c’è il ritorno delle pressioni inflazionistiche, con un’inflazione stimata intorno al 3% per il 2026.
I segnali di tensione sul mercato creditizio si erano già visti: secondo i dati ABI, a maggio il tasso medio sui nuovi mutui casa era risalito al 3,49%, segnando il livello più alto da giugno 2024. Attualmente, l’Euribor a 3 mesi si attesta sopra il 2,4 %, mentre l’IRS a lungo termine oscilla intorno al 3%. Questo scenario ha modificato i comportamenti delle famiglie. Se a inizio anno il tasso variabile aveva registrato un parziale ritorno di interesse, assorbendo circa un mutuo su cinque rispetto al modesto 10% del 2025, il recente aumento della BCE impone nuova prudenza.
La Banca d’Italia rileva inoltre che quasi metà dei nuovi mutui viene ormai stipulata su durate trentennali, una strategia indispensabile per tenere la rata mensile sotto controllo.
Ma come scegliere davvero tra mutuo a tasso fisso o variabile? Ecco alcune considerazioni e consigli.

Tasso variabile: come funziona e cosa valutare

Il tasso variabile prevede una rata agganciata all’Euribor, l’indice che riflette il costo del denaro a breve, più lo spread della banca. La rata sale o scende nel tempo seguendo il mercato: si potrebbe partire da 600 euro al mese e ritrovarsi a pagarne 650 o 700.
Per capire dove può andare la rata conviene seguire alcuni indicatori: l’Euribor (a 1, 3 e 6 mesi), le decisioni della BCE e l’andamento dell’inflazione. Il punto di forza è la rata iniziale più bassa, con un risparmio immediato e la possibilità di approfittare di eventuali ribassi futuri; il rovescio è il rischio di rialzo, che può far crescere la rata e il costo complessivo del mutuo.

Tasso fisso: caratteristiche e vantaggi

Il tasso fisso prevede invece una rata costante per tutto l’ammortamento: al momento della firma il tasso si blocca e la rata resta identica fino all’ultima scadenza, qualunque cosa accada sui mercati. In questo caso il parametro di riferimento è l’Eurirs (o IRS), a cui si aggiunge lo spread della banca. Il prezzo di questa serenità è una rata di partenza più alta, che però offre una totale sicurezza evitando gli imprevisti.
La scelta del mutuo a tasso fisso ha un altro vantaggio, perché non è definitiva: se i tassi dovessero calare in modo netto, resta l’opzione della surroga, che permette di ricalcolare il mutuo a condizioni migliori senza costi a carico del cliente.
Il vantaggio è la certezza dell’importo di ogni rata per tutta la durata; lo svantaggio è che si parte più in alto e, se i tassi scendono, non se ne beneficia salvo attivare una surroga.

Come scegliere tra tasso fisso o variabile nel 2026?

La scelta tra mutuo a tasso fisso e variabile dipende principalmente dalla propria situazione finanziaria e dalla propensione al rischio.
Puoi scegliere il tasso variabile se disponi di una buona flessibilità finanziaria, il tuo reddito mensile è ampiamente superiore alla rata e sei disposto a scommettere sul fatto che lo shock energetico attuale sia di breve durata, portando la BCE a tagliare nuovamente i tassi nel medio periodo. Invece puoi scegliere il tasso fisso se il tuo budget mensile è ben calcolato e preferisci la certezza matematica rispetto alla scommessa finanziaria e inoltre vuoi tutelarti dall’inflazione volatile. In ogni caso, i valori medi di mercato sono solo un punto di partenza. Le condizioni reali variano sensibilmente da istituto a istituto in base all’anticipo versato e al profilo creditizio del richiedente.
Il consiglio finale è di richiedere preventivi personalizzati e confrontarsi con un consulente della banca o istituto di credito per individuare la soluzione su misura per le tue esigenze.

Leggi anche:
Prestito personale o cessione del quinto: quale scegliere?
5 errori che possono farti rifiutare una richiesta di finanziamento