Prestiti alle famiglie in aumento: a trainare la crescita il pagamento dilazionato
- 18/08/2026
- Posted by: Fingeca
- Categoria: Notizie Finanziarie
A giugno del 2026 i prestiti al settore privato in Italia sono cresciuti del 3,3 per cento su base annua con due decimi di punto al di sopra dell’ultima rilevazione di maggio. Il dato armonizzato è stato diffuso dalla Banca d’Italia e mostra come la domanda delle famiglie per l’accesso al credito sia in aumento. Un quadro analogo emerge da Eurisc, il sistema di informazioni creditizie gestito dal Crif, che nel primo semestre registra una crescita del 2,7% nelle richieste di prestiti finalizzati presentate dalle famiglie, accompagnata da importi medi più alti e da piani di rimborso più lunghi.
Prestiti alle famiglie: a trainare l’aggregato il Buy Now Pay Later
Analizzando gli ultimi dati del semestre, dunque, i finanziamenti alle famiglie sono saliti del 2,7 per cento sui dodici mesi, contro il 2,6 per cento della rilevazione precedente. Le richieste di prestiti finalizzati presentate dalle famiglie italiane hanno mantenuto un andamento regolare, tranne per una flessione registrata tra marzo e aprile.
A trainare l’aggregato è stato il Buy Now Pay Later, ossia tutte quelle forme di finanziamento pensate per riuscire ad acquistare un bene o un servizio con pagamento dilazionato o in un’unica soluzione successiva all’acquisto, che hanno visto un aumento del 13,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Per quanto riguarda i prestiti personali, invece, questi si fermano al 5,6 per cento, mentre i finanziamenti finalizzati tradizionali si fermano a un progresso dell’1,1 per cento.
Importi medi e durata dei prestiti alle famiglie
L’importo medio registrato dall’aggregato dei prestiti finalizzati è di 7.302 euro, con una crescita complessiva del 9,1% rispetto al primo semestre del 2025. All’interno di questa media vanno distinte le diverse richieste di finanziamento:
- Il Buy Now Pay Later con pagamento dilazionato rimane su cifre contenute, con una media richiesta pari a 1.332 euro, con un incremento complessivo dell’importo del 3% rispetto all’anno precedente.
- Il prestito finalizzato tradizionale, invece, registra una cifra media di 8.316 euro con un incremento complessivo del 10,7%. A trainare le richieste il comparto auto e lo spostamento di piccole spese verso il pagamento dilazionato.
Una direzione opposta è quella presa dai prestiti personali, che vedono una richiesta media ferma a 11.724 euro con una flessione del 4,6% rispetto a dodici mesi prima. La fascia di importo più richiesta, invece, risulta essere quella dei microprestiti compresa tra 1.000 e 2.000 euro, che da sola raccoglie il 21,4% delle richieste complessive. Cambia anche il modo in cui le famiglie distribuiscono il rimborso che preferiscono i piani tra 2 e 3 anni, con il 21% delle richieste, seguiti dalle durate tra 19 e 24 mesi con il 18% e dai finanziamenti a 12 mesi con il 15%. Superano invece i tre anni quasi il 30% delle domande presentate nel semestre, percentuale in linea con l’aumento degli importi medi richiesti.
Perché le famiglie scelgono il prestito finalizzato o dilazionato
Le famiglie nel corso del primo semestre del 2026 hanno optato sempre più per il prestito finalizzato o dilazionato, il motivo è il legame diretto con l’acquisto da effettuare. Infatti, in questo caso viene erogata dall’istituto di credito esattamente la somma necessaria a effettuare l’acquisto oppure a sostenere la spesa per la quale è stato richiesto il finanziamento. Un altro vantaggio di questo prestito è che in genere essendo legato all’acquisto di un bene, se si hanno tutti i requisiti richiesti, si ottiene l’erogazione in tempi brevi e si può procedere velocemente all’acquisto del bene o al pagamento della spesa.
Infine, il prestito finalizzato è diventato sempre più una soluzione per ammortizzare una spesa che per la famiglia sarebbe insostenibile o che graverebbe sui propri risparmi personali. Quindi, le famiglie preferiscono dilazionare anche piccoli importi per riuscire a effettuare le proprie spese, come, ad esempio, quelle relative al pagamento delle vacanze, all’acquisto dell’auto o alle spese universitarie dei figli, per evitare una pressione eccessiva sul reddito complessivo.
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