Mutuo chirografario: cos’è e perché non richiede l’iscrizione di un’ipoteca

Esistono diverse opzioni di finanziamento disponibili sul mercato, tra queste c’è il mutuo chirografario che rappresenta una soluzione peculiare e meno nota rispetto alle forme di credito tradizionali. Utilizzata sia dai privati sia, con maggior frequenza, dalle aziende, questa tipologia di prestito consente di ottenere liquidità senza la necessità di iscrivere un’ipoteca su un immobile.

Proprio perché l’operazione non è assistita da una garanzia reale, gli istituti di credito applicano criteri d’analisi molto rigorosi per valutare l’affidabilità creditizia del richiedente, influendo in modo significativo sull’importo erogabile, sul piano di rientro e sulle condizioni economiche applicate.

Mutuo chirografario: come funziona e quali sono le garanzie richieste dalla banca

Il mutuo chirografario è a tutti gli effetti un finanziamento a medio-lungo termine la cui particolarità risiede nell’assenza di ipoteche a tutela della banca, dato che in questo caso, il creditore si basa principalmente sul valore legale della firma apposta sul contratto e sulla solvibilità complessiva del debitore.

Questo prevede che chi contrae il debito risponda dell’adempimento con il suo intero patrimonio, sia presente sia futuro, e che di conseguenza, in presenza di un’eventuale insolvenza, l’istituto finanziatore non vanti alcun diritto di prelazione su un bene specifico. La banca si colloca allo stesso livello di tutti gli altri creditori chirografari, i quali possono soddisfare le proprie pretese unicamente dopo il soddisfacimento dei creditori privilegiati o ipotecari.

L’assenza di un’ipoteca non implica che la banca conceda la liquidità senza tutele, al contrario, per limitare il rischio di credito, la quasi totalità degli enti erogatori richiede garanzie personali o reali di tipo differente.

Per i privati è comune la richiesta di una fideiussione (garantita, ad esempio, da un terzo o da un familiare) oppure l’apposizione di un vincolo di garanzia su somme giacenti in conti deposito o su prodotti finanziari e d’investimento.

Per le imprese invece si ricorre spesso alla copertura offerta da fondi di garanzia pubblici (come il Fondo di Garanzia per le PMI), che prendono in carico una percentuale del rischio di credito residuo.

Durata, tassi e costi del mutuo chirografario

A differenza di un mutuo ipotecario tradizionale, che può estendersi fino a 30 anni o più, il piano di rientro di un mutuo chirografario si caratterizza per tempistiche decisamente più contenute. Di norma, l’estinzione del debito avviene in un arco temporale compreso tra i 5 e i 10 anni, fino a un limite massimo che non oltrepassa i 15 anni. La frequenza dei versamenti (mensile o con scadenze diverse) viene definita negli accordi contrattuali con la banca.

Ciascuna rata è composta da una quota capitale e da una quota interessi, distribuite prevalentemente mediante il sistema di ammortamento alla francese, durante la prima fase del piano di ammortamento la quota interessi è maggiore, mentre con il progredire dei versamenti aumenta progressivamente la quota destinata all’abbattimento del capitale residuo.

I richiedenti possono orientarsi tra opzioni a tasso fisso, variabile o formule miste, anche se va considerato che i tassi proposti tendono a essere superiori rispetto ai finanziamenti garantiti da ipoteca, dato che l’istituto di credito applica un rendimento più elevato per compensare il maggior rischio finanziario legato all’assenza di una garanzia reale sull’immobile.

Sotto il profilo dei costi di istruttoria e di gestione, il mutuo chirografario presenta comunque alcuni vantaggi come:

  • L’assenza di spese notarili e perizie: non essendo prevista alcuna ipoteca, non sono necessarie la perizia tecnica sul bene né l’iscrizione nei registri immobiliari.
  • La semplificazione contrattuale: la stipula avviene solitamente tramite scrittura privata tra le parti, senza il ricorso all’atto pubblico notarile.

Per quanto riguarda l’aspetto fiscale invece, bisogna considerare che gli interessi passivi che derivano da un mutuo chirografario non beneficiano della detrazione IRPEF al 19%, dato che questa agevolazione è riservata esclusivamente ai mutui ipotecari stipulati per l’acquisto della casa.

Mutuo chirografario per privati e imprese: importi e differenze con il prestito personale

Per i privati, il mutuo chirografario rappresenta uno strumento flessibile per coprire spese personali o familiari d’importo rilevante: dalla ristrutturazione dell’immobile al rifacimento degli impianti, fino all’acquisto di un veicolo.

Benché la banca richieda di specificare la motivazione del prestito in fase istruttoria, i fondi erogati non presentano un vincolo di destinazione stringente e rispetto alle opzioni ipotecarie, gli importi concessi in forma chirografaria ai privati sono più contenuti e solitamente non superano la soglia dei 100 mila euro.

La cifra massima erogabile viene stabilita valutando la capacità reddituale del richiedente, con una rata mensile che per sostenibilità non dovrebbe oltrepassare il 30-33% delle entrate nette dello stipendio o della pensione.

La scelta tra mutuo chirografario o prestito personale dipende dall’entità della somma e dalla durata del piano di rientro. Il prestito personale in genere è ideale per cifre più contenute e pratiche veloci, con garanzie reali come lo stipendio o la pensione. Il mutuo chirografario invece rappresenta la scelta ideale quando occorre maggiore liquidità e si desidera dilazionare il debito nel lungo periodo per contenere l’impatto della rata, evitando di iscrivere un’ipoteca sull’immobile.

L’impiego in ambito imprenditoriale del mutuo chirografario rappresenta una soluzione per sostenere la crescita e la gestione dell’attività. Le imprese vi ricorrono frequentemente per spese come l’acquisto di macchinari o attrezzature; per ammodernare locali o investire in innovazione tecnologica; per finanziare il capitale circolante e la liquidità operativa.

Inoltre, costituisce la tipologia di mutuo utilizzata dalle banche per l’erogazione di finanziamenti agevolati o garantiti, come gli interventi del Fondo di Garanzia per le PMI, le misure legate alla Nuova Sabatini e le operazioni di microcredito.

Come ottenere un mutuo chirografario

Per presentare la richiesta di un mutuo chirografario, un privato deve fornire documento d’identità, codice fiscale e documentazione sul reddito, come buste paga, cedolino della pensione o dichiarazione dei redditi, mentre un’impresa deve allegare bilanci, dichiarazioni fiscali, visura camerale e in molti casi un piano che spieghi come verrà usato il finanziamento e con quali entrate sarà rimborsato.

Prima della firma è opportuno leggere con attenzione il modulo informativo e il contratto, verificando TAEG, costi dell’estinzione anticipata, coperture assicurative e conseguenze in caso di ritardo nei pagamenti.

Confrontare da soli le condizioni di più banche richiede tempo, per cui può essere utile rivolgersi a un consulente Fingeca, con filiale ad Aversa, che affianca privati e aziende nella scelta del finanziamento più adatto, dai mutui ai finanziamenti aziendali per PMI, valutando la situazione reddituale per individuare le soluzioni compatibili con il profilo del richiedente e seguendo la pratica fino all’erogazione.

Il primo confronto con un consulente permette di capire, prima di presentare la domanda, se il mutuo chirografario è davvero la strada migliore o se un prestito personale o un mutuo con garanzia ipotecaria si adattano meglio alla spesa da sostenere.

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