Rapporto rata reddito: banche e finanziarie sempre più attente alla capacità di restituzione
- 15/10/2026
- Posted by: Fingeca
- Categoria: Notizie Finanziarie
Un’indagine condotta sul credito ai consumatori di Experian, pubblicata a poche settimane dal 20 novembre, data entro cui si dovranno adeguare le procedure di valutazione delle richieste di finanziamento, ha reso noto che le banche e finanziarie sono sempre più attente al rapporto rata reddito, tenendo in considerazione il peso che la rata potrebbe avere sul bilancio familiare.
L’indagine Experian: come gli operatori valutano la sostenibilità del prestito
La ricerca, condotta da Experian ha raccolto le risposte di 49 operatori del credito italiani tra banche tradizionali e digitali, finanziarie specializzate, fintech e società di pagamento dilazionato, rappresentativi secondo la società dell’80% del mercato del credito al consumo, descrivendo un sistema che oggi si basa ancora in larga parte sul confronto tra l’importo della rata e le entrate del cliente.
Il rapporto rata reddito viene utilizzato dal 73% degli intervistati, mentre il 59% tiene conto dei finanziamenti già in corso e il 57% considera insieme reddito, spese e liquidità disponibile, a dimostrazione che il quadro completo della situazione economica del cliente non entra ancora in tutte le valutazioni.
Per i prossimi mesi il 46% degli operatori intende adottare uno strumento per misurare il sovraindebitamento, cioè la condizione in cui il debito accumulato supera la reale capacità di rimborso, e il 41% vuole sistemi capaci di cogliere i primi segnali di difficoltà prima che si arrivi alle rate non pagate.
Si tratta di intenzioni, che però non tolgono il fatto che ogni finanziatore resterà libero di scegliere i propri parametri valutativi che ad oggi vedono solo il 30% usare un punteggio dedicato al rischio di eccessivo indebitamento e un 22% degli enti e istituti di credito erogatori che verifica cosa accadrebbe al cliente se le spese aumentassero o le condizioni economiche peggiorassero. Sul fronte dell’automazione il 43% degli operatori gestisce già con sistemi automatici più della metà delle valutazioni di credito, con un ricorso crescente a modelli predittivi, intelligenza artificiale e dati bancari condivisi tramite open banking.
Nuove regole europee sul credito ai consumatori
Il recepimento nell’ordinamento italiano della direttiva europea CCD2 (UE 2023/2225) è avvenuto mediante il D.Lgs. 212/2025, operativo dal 10 gennaio 2026. La principale novità attiene all’ampliamento dell’ambito applicativo del credito al consumo, il cui perimetro di tutela viene esteso alle operazioni di finanziamento fino a un tetto di 100.000 euro (innalzando la precedente soglia massima di 75.000 euro).
Tra le modifiche apportate al Testo Unico Bancario (TUB), spicca il rafforzamento dell’istruttoria sul merito creditizio: gli istituti eroganti sono tenuti a condurre una stima rigorosa della sostenibilità del debito prima della stipula contrattuale. Tale passaggio normativo risponde a una duplice esigenza, garantendo la solidità del sistema e preservando l’utente dal rischio di sovraindebitamento.
Sotto il profilo del trattamento dei dati, l’analisi economica deve basarsi esclusivamente su parametri idonei e misurati. Nello specifico, la legge vieta espressamente l’impiego di categorie particolari di dati personali e l’estrapolazione di informazioni dai profili social del richiedente. Qualora l’istruttoria si avvalga di processi decisionali automatizzati o algoritmi, vengono riconosciute garanzie puntuali a favore del cliente:
- Diritto a ricevere una chiarificazione sintetica in merito alla decisione presa;
- Diritto di richiedere la supervisione e la revisione della pratica da parte di un operatore umano.
L’esercizio di tali tutele garantisce la trasparenza della procedura, ma non implica alcun obbligo di erogazione del credito da parte della banca. Per quanto riguarda i tempi di attuazione, la scadenza generale per l’adeguamento dei sistemi di valutazione è fissata al 20 novembre 2026.
Tuttavia, il calendario operativo potrebbe subire variazioni a seconda dei singoli istituti: qualora i 90 giorni previsti a seguito dell’emanazione delle istruzioni applicative di Banca d’Italia decorrano oltre tale data, il termine ultimo slitterà di conseguenza per gli operatori interessati.
Rapporto rata reddito: come viene calcolata la sostenibilità in base al bilancio familiare
Per stimare la sostenibilità di un nuovo finanziamento la banca o l’istituto di credito può svolgere diversi calcoli e controlli. In genere, la verifica viene effettuata in termini di calcolo dividendo il totale delle rate mensili per il reddito netto e moltiplicando per cento, a questo si sottraggono anche le altre uscite fisse, dato che il solo confronto tra la sola nuova rata e lo stipendio non da un’immagine effettiva del bilancio familiare. Infatti, spesso in fase di pre-approvazione vengono richiesti dalle banche eventuali informazioni su altri prestiti in corso, sul canone di affitto o sull’eventuale mutuo che si sta pagando.
Ecco perché anche se due persone prendono lo stesso stipendio non è detto che possano accedere al credito in egual modo. Ad esempio, chi ha un reddito di 1600 euro al mese, con una rata da 200 euro avrà un peso stimato sullo stipendio del 12,5%, che viene considerato altamente sostenibile. Ma se un’altra persona con lo stesso stipendio paga già una rata di 250 euro, richiedendo un ulteriore prestito con una rata di 200 euro, dovrà sostenere una decurtazione dello stipendio del 28% che viene considerata meno sostenibile, soprattutto se si considera il costo dell’eventuale affitto, mutuo e bollette.
Nel conto dunque, vanno inserite tutte quelle spese che devono essere sostenute mensilmente per riuscire ad essere certi della sostenibilità della rata. La banca e gli istituti di credito tendono quindi a evitare di concedere altri finanziamenti a chi ad esempio, ha già una situazione debitoria che copre il 30% dello stipendio, nonostante il limite prima di considerare una situazione di sovraindebitamento sia generalmente fissato intorno al 40%.
Facendo invece un calcolo personale, bisogna essere prudenti e calcolare non solo le spese fisse come rate, mutuo e affitto, ma si devono valutare anche i costi imprevisti e le tasse da corrispondere come quella del bollo, l’assicurazione, tassa sui rifiuti, spese scolastiche. Questo aiuta a capire anche personalmente e prima ancora di richiedere un finanziamento se si ha la capacità di sostenere la rata. Se invece ci si trova già in una fase di sovraindebitamento una soluzione potrebbe essere quella del consolidamento debiti che permette di riunire questi in un’unica rata, valutando con attenzione sia il costo complessivo sia la durata.
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