Aumentano gli italiani con un prestito attivo: sono il 60,7%, secondo l’analisi CRIF

I finanziamenti a rate continuano a essere tra le scelte economiche più diffuse tra gli italiani, secondo i dati della Mappa del Credito condotta da Mister Credit (sezione di CRIF dedicata all’educazione finanziaria), infatti, nei primi sei mesi del 2026 il 60,7% della popolazione maggiorenne italiana ha in corso almeno un rimborso rateale.

Si tratta di una crescita dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A guidare questa tendenza ci sono una ripresa dei consumi e una maggiore diffusione dei prestiti di importo ridotto, ossia tutte quelle soluzioni pensate per dilazionare gli acquisti quotidiani o l’acquisto di beni di medio valore.

Il fenomeno si sta espandendo sempre di più, e lo si evince dal confronto con i dati del primo semestre del 2024, quando la percentuale di titolari di un finanziamento si attestava intorno al 52,7%. In due anni, dunque, la platea si è ampliata di ben otto punti percentuali, rendendo il prestito finalizzato e quello personale strumenti non più riservati solo ai grandi progetti, come l’acquisto di una casa o di un’automobile, ma anche soluzioni per riuscire a gestire le spese ricorrenti.

Importi e debito residuo: quanto pagano e quanto devono ancora restituire gli italiani

Dall’analisi delle informazioni presenti nel sistema EURISC, gestito da CRIF, emerge che l’importo medio della rata mensile si attesta intorno ai 285 euro. Il dato mostra un incremento contenuto, pari al 2,5% sul 2025 e a 7 euro in più rispetto ai 278 euro del 2024, segno che i consumatori mantengono un approccio prudente nella gestione delle uscite fisse.

Parallelamente, l’esposizione residua complessiva, ovvero il capitale ancora da rimborsare per chiudere le posizioni aperte, cresce del 4%, raggiungendo una media di 32.899 euro a persona. Rispetto al 2024, quando la cifra media superava i 35.000 euro, si nota un cambiamento strutturale: aumenta il numero di finanziamenti contratti, ma diminuisce l’importo medio richiesto.

Chi valuta l’apertura di un nuovo prestito dovrebbe considerare prioritariamente questo parametro, calcolando il rapporto tra la somma delle rate correnti e il proprio reddito, che è la prima variabile esaminata durante l’istruttoria dalle banche e dalle finanziarie che devono concedere il finanziamento.

Le diverse tipologie di finanziamento: finalizzati, personali e mutui

Secondo i dati di CRIF, gli italiani accedono a diverse tipologie di finanziamento, non solo di piccolo importo, ma per i prestiti più impegnativi la media delle cifre richieste è diminuita rispetto a due anni fa.

Nello specifico, tra le principali ci sono:

  • Prestiti finalizzati: legati all’acquisto diretto di prodotti o servizi (veicoli, elettrodomestici, viaggi), registrano una rata media di 139 euro. L’esposizione residua si attesta poco sotto i 6.000 euro (+7,7%) e si confermano la forma di indebitamento meno gravosa per le famiglie.
  • Prestiti personali: erogati senza vincolo di destinazione, vedono la rata media salire a 259 euro (+1,9% su base annua e +9 euro sul 2024). Il debito rimanente si aggira sui 16.400 euro (+1,3%).
  • Mutui: in questo caso la rata mensile rimane stabile poco sotto i 600 euro, a fronte di un debito residuo medio superiore ai 99.500 euro (valore comunque inferiore ai 101.000 euro rilevati nel 2024).

I mutui, dunque, rappresentano l’impegno più importante per chi ha dei finanziamenti in corso, anche se il debito medio è leggermente più basso. Va considerato, inoltre, che i richiedenti in genere preferiscono un mutuo trentennale proprio per mantenere la rata più sostenibile, anche a fronte di un tasso d’interesse più alto.

Credito rateale: la Toscana è una delle regioni con il maggior numero di richieste

Guardando alle regioni italiane, è possibile vedere delle differenze nette per percentuale di cittadini con un finanziamento attivo: la Toscana guida la classifica nazionale con il 69,2%, seguita da Lazio (67,4%) e Valle d’Aosta (66,5%, che nel 2024 occupava il vertice). Sul fronte opposto figura il Trentino-Alto Adige, con appena il 37,9% di adulti indebitati, seguito da Basilicata (48,8%) e Molise (53,3%).

La situazione si inverte considerando l’esposizione residua media: il Trentino-Alto Adige sale al primo posto con 57.793 euro pro capite (in forte aumento rispetto ai 49.226 euro del 2025). Seguono Lombardia (41.825 euro), Veneto (40.389 euro), Emilia-Romagna (40.053 euro) e Friuli-Venezia Giulia (37.932 euro), aree caratterizzate da un costo immobiliare più elevato e da un maggior peso dei mutui.

La Calabria, invece, registra il dato più basso d’Italia con 19.647 euro pro capite e, insieme a Sicilia e Molise, si mantiene al di sotto dei 23.000 euro per via del minore ricorso al credito ipotecario.

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